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Perché Essere Vento |
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Perché Essere Vento... |
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Se cerco tra i miei ricordi l’origine di questo percorso creativo e di vita corro molto indietro nel tempo: all’età di dodici anni -durante l’anno scolastico del 1983- mi cimentai dal nulla nella realizzazione di una serie di bracciali in cuoio a treccia semplice di vari colori, recuperavo gli scarti da un laboratorio di pelletteria sotto casa.
Ricordo che quei bracciali oltre a rappresentare una “soddisfazione personale” divennero una delle mie prime esperienza di vita economica: li scambiai infatti -per poche lire- con alcuni dei miei compagni di classe e perfino con la mia insegnante d’italiano…
Crescendo svolsi diversi lavori artigianali, non ancora di natura creativa ma comunque manuale. Iniziai a realizzare oggetti artistici nel 1993 quando conobbi il Fimo: un materiale tedesco, plastico, colorato, morbido che attraverso la miscelazione dei colori produce effetti marmorizzati molto belli. Producevo semplici perline e ciondoli colorati dalle forme fantasiose, poi con gli stessi assemblavo collane con lacci di cuoio. Da allora non smisi più di creare con le mie mani.
Fu nel 1996 che avvenne il primo incontro con i pellami, realizzai i primi lavori riciclando pezzami di scarto casualmente ottenuti: partii subito con la tecnica del Patchwork, ovvero il comporre una fantasia di colori e forme cucendo insieme le diverse pelli. Tale percorso seppur svantaggioso nei tempi di lavorazione rispetto al tradizionale lavoro della pelle intera, mi piaceva e mi dava modo di esprimermi attraverso i colori. Successivamente mi accorsi che per realizzare i miei modelli con determinati colori e migliorare la qualità dei lavori avevo bisogno di pelli intere. Così negli anni questa sarebbe diventata la mia caratteristica stilistica… la creazione del patchwork, la lavorazione del modello ed infine la fustellatura rifinita con fili di cotone colorato.
Attraverso l’incontro con Antonella S., figlia d’arte (la mamma Paola lavorava i pellami da 20 anni confezionando abiti e accessori anche artistici….) nel 1997 nasce ARZU’ . Inizia così con Anto, mia compagna di professione e vita, un nuovo percorso creativo di lavorazione della pelle.
Dal Giugno 1997 fino al Dicembre 2007 sono 10 anni di esperienza lavorativa, di evoluzione creativa sulle forme, sui colori, i materiali, i pellami, le fodere, i fili per cucire e i disparati accessori. 10 anni di migliorie sulle rifiniture, l’inserimento di metalli e di bottoni particolari, recuperati in giro per il mondo o prodotti dalle collaborazioni con colleghi e amici… e furono 10 anni soprattutto di viaggi…
India, Europa. Su e giù per tutta l’Italia e in tutte le stagioni, tra fiere, mercati, festival di artisti di strada, concerti. Esponendo nei più svariati contesti, conoscendo centinaia di artigiani come noi o venditori di tutto e incontrando personaggi e stili di vita particolari. Sperlonga, il Gargano e il Salento d’estate, ma anche la Toscana, Pistoia Blues, Arezzo Wave, Certaldo, Effetto Venezia a Livorno e la turistica Follonica, per non dimenticare la Calabria a Lorica sul lago Arvo in Sila e la lunghissima fiera sullo splendido lungomare a Reggio.
In inverno le maratone espositive, prima a Milano agli O’Bei O’ Bei per la ricorrenza di S. Ambrogio e per concludere a Roma nelle vie del centro. Ah! Dimenticavo! anche il Veneto e Venezia per quell’appuntamento speciale e incantevole che è il carnevale… Tutta un’esperienza incredibile. La gestione del lavoro, dei rapporti con le organizzazioni e con i colleghi nei mercati, non sempre amici. Poi il rapporto con noi stessi, tenere un ritmo con il lavoro e con la nostra vita…se tornassi indietro rifarei tutto questo…
Nel 2007 si interrompe il rapporto con Anto e come è naturale finisce il percorso di ARZU’. Da allora ognuno di noi prosegue la propria strada lavorativa sempre sotto il segno dell’artigianato, e dell’arte…io continuo il mio percorso di creazione di lavori in pelle sotto il nome di ESSERE VENTO…
Ebbene sì, mi sono lasciato ispirare per questa mia nuova veste di artigiano, da un artista senza tempo, Fabrizio De Andrè, che è stato per me, come sicuramente per tantissimi di voi, un faro, osservatore delle vite, critico della società, specchio per l’anima … solidale con lui, con il suo percorso artistico -anche per celebrarlo e ringraziarlo- a modo mio, per sempre, del suo punto di vista, ho fatto questa scelta legata ai nomadi, ai rom di cui lui ha scritto la canzone da cui ne ho tratto il mio nome … mi sento un po’nomade anch’io …
Oggi continuo il mio lavoro con passione, realizzo nuovi modelli e continuo a viaggiare con il mio lavoro, Spagna e Inghilterra sono stati alcuni degli ultimi approdi … Vivo nella Tuscia Viterbese in campagna tra gli ulivi Canini e le querce di Cerro sotto i monti Cimini … e continuerò finche potrò ad …. Essere Vento. Ciao.
Andrea C. |
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Foto di Ilaria Adriani |